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A Shot in the Dark

Summary:

Quando aprì nuovamente gli occhi, si ritrovò nel suo vecchio letto, nella sua vecchia casa, nel suo vecchio corpo. Che sia la morte? O un trucco di magia? In ogni caso, Bilbo sapeva riconoscere una seconda opportunità quando ne vedeva una, e questa volta la sua avventura con Thorin sarebbe andata diversamente.

Notes:

Disclaimer: Non mi appartengono alcuno dei personaggi familiari, delle ambientazioni, degli aspetti della trama o degli elementi presenti in questa storia. Appartengono tutti a J.R.R. Tolkien (probabilmente intento a rivoltarsi nella tomba).

Chapter 1: Prologo

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

 

Prologo

 

Quando aprì gli occhi, fu su un soffitto ben noto in una casa a lui familiare.

Quando si sedette si ritrovò nella sua vecchia stanza. Non la stanza che si era lasciato alle spalle a Bag End da vecchio hobbit – legando Frodo al destino di quel dannato anello, la sua mente gli ricordò- ma una stanza di una vita fa. Una stanza che poi aveva cambiato completamente con una passione alimentata dalla testarda determinazione dei Baggins nell’eliminare qualsiasi ricordo spiacevole.

Era la stanza di prima che partisse per Erebor.

È un crudele scherzo di magia, o forse sono morto ed è questo che c’è dopo? Si chiese, osservando ogni cosa a bocca aperta. L’ultima volta che aveva chiuso gli occhi, si trovava su una nave diretta alle terre di Valinor. Questo non era certamente ciò che si aspettava di vedere svegliandosi dal suo riposino pomeridiano in cabina.

Eru non sarebbe stato così crudele da spedirlo in un posto che gli ricordava tutto ciò che era da tempo andato perduto, vero...?

Quando i suoi occhi si posarono sullo specchio a figura intera – lo specchio di sua madre che Frodo ruppe per sbaglio quarant’anni prima – per poco non cadde dal letto. A ricambiare il suo sguardo non fu il volto familiare segnato dalle rughe che aveva imparato a conoscere, ma un volto ben più giovane che aveva quasi dimenticato.

Tremando, si arrampicò fuori dalla montagna di lenzuola e trapunte e incespicò sino allo specchio. Afferrandone i bordi, fissò il viso del giovane Hobbit di fronte a sé, con la pelle lentigginosa e spessi riccioli castani, e senti qualcosa spezzarsi dentro di sé.

"Sono di nuovo giovane," disse ad alta voce, osservando il riflesso che ripeteva le sue parole. "Sono di nuovo giovane, nella mia vecchia casa di Bag End, prima di andare ad Erebor—"

Un lampo di comprensione lo colpì e lo fece cadere in ginocchio. Iniziò a ricordare ora, una storia di molto tempo prima, di una ragazza Hobbit che aveva visto il suo amato morire in un incidente. Quando si svegliò il giorno dopo i funerali, si ritrovò a rivivere i giorni precedenti la disgrazia ancora e ancora e fu in grado di salvare l’amato dal suo crudele destino.

Non sapeva quale tipo di potere gli aveva concesso questa scelta, o cosa avesse fatto lui per meritarsi un simile raro e prezioso regalo. Ma ciò che sapeva era che ci sarebbe stata una guerra per via di un antico anello. Questa guerra avrebbe portato l’ombra della morte su tutte le popolazioni e avrebbe cambiato quelle terre per la prima volta da secoli. Da questa guerra sarebbero emersi grandi eroi in ogni razza, e per ogni grande eroe un nemico equivalente sarebbe sorto per affrontarli. Questa guerra sarebbe stata combattuta e vinta anche grazie a quattro Hobbit, uno dei quali era il suo caro nipote Frodo. E seppure proprio la forza di suo nipote avrebbe aiutato a vincere questo conflitto, Bilbo sapeva che quel che Frodo dovrà affrontare cambierà il ragazzo in modi che lui non avrebbe mai voluto.

Ciò che sapeva era anche che, in quell’esatto istante, c’era un drago dormiente in una gloriosa città dei Nani, sotto un’altrettanto gloriosa montagna. Questa città fu conquistata dal drago per i suoi tesori, scacciandone il popolo che l’aveva costruita. Sapeva anche che in quel momento un certo re dei nani stava facendo tutto ciò che era in suo potere per reclamarla. E con l’aiuto di altri dodici compagni, uno stregone, e uno Hobbit, questo re avrebbe intrapreso un viaggio che li avrebbe cambiati tutti. Un viaggio in cui sapeva che avrebbe stretto un legame particolare con ciascuno di loro e forse addirittura sarebbe arrivato ad amare il re testardo. Ma prima di essere in grado di esprimere i propri sentimenti, avrebbe visto questo glorioso re morire in battaglia subito dopo essere riuscito a riconquistare la sua casa dal drago.

E che sia dannato se Bilbo Baggins avrebbe permesso che questo accadesse di nuovo.

Notes:

Note dell’autrice:
— L’età dei nani è stata cambiata in modo che fossero tutti presenti ad Erebor nel momento in cui Smaug la attacca. Non è per nessuna ragione particolare se non perché non sarebbe stato altrettanto divertente scrivere una storia in cui solo Thorin e Balin ricordassero Erebor al suo splendore.
— Nonostante il film faccia provenire Bofur, Bombur, e Bifur dalle Blue Mountains, in questa storia provengono da Erebor come tutti gli altri.
— Ho provato a scrivere la storia usando il corretto registro per quel periodo temporale, ma ho comunque usato molte parole ed espressioni moderne. In parte perché non sono una laureata in Inglese, e non ho nessun interesse o esperienza nella scrittura storica. Mi spiace se la cosa vi darà fastidio ma non ho intenzione di tornare indietro a correggere tutto. Questa è una fan fiction e non un libro pubblicato, smettiamola di prenderle così dannatamente sul serio.

Note della traduttrice:
È la prima volta che traduco una fan fiction, spero di fare un buon lavoro!
Cercherò di postare un capitolo a settimana, università permettendo nei prossimi mesi... Cosa ne dite del Prologo?